La Spezia, 11 maggio 2015 – Il comandante della nave-draga stacca la spina. Le operazioni di escavo dei fondali in prossimità del molo Garibaldi sono sospese a data da stabilire. Questione di cautele. E di opportunità che seguono una settimana ‘calda’ sul fronte delle verifiche ambientali di routine sui lavori. Verifiche che si saldano a quelle avviate dopo la morìa di mitili nella rada interna, a fine gennaio, in particolare nei vivai sull’estremità di ponente delle coltivazioni, quelli più esposti alle correnti marine in uscita dal golfo.

Proprio queste correnti, a detta dei mitilicoltori, avrebbero veicolato un’anomala torbidità dell’acqua la cui genesi, pur tuttora oggetto di accertamenti, per la stessa dinamica dei movimenti dei flussi sull’asse Nord-Sud, porta sul banco degli indiziati-indiziabili le operazioni di dragaggio o, meglio, il rispetto o meno delle prescrizioni per evitare dispersioni ad ampio spettro di polveri in conseguenza dell’atto di prelievo dei fanghi inquinanti. Nel bando di gara per l’assegnazione dell’appalto da quasi 20 milioni di euro e nel successivo contratto, in ossequio alle direttive ministeriali conseguenti alle istruttorie connesse alla ricomprensione della rada interna nel sito di Pitelli ‘proiettato’ all’esecuzione di bonifiche, erano state puntualizzate le misure per blindare, passo-passo le operazioni di escavo, con l’approntamento di schermi di contenimento delle polveri alzate dai colpi di benna. Ebbene, recenti sopralluoghi dell’Arpal nell’area operativa, hanno evidenziato delle anomalie nel sistema anti-dispersione; anomalie riscontrate anche da recenti verifiche subacquee effettuate dal nucleo sommozzatori della Guardia Costiera che la Capitaneria spezzina ha fatto intervenire da Genova.

«Abbiamo rilevato delle piccole sconnessioni fra due ‘gonne’, probabilmente originate dal movimento della benna. E abbiamo segnalato la circostanza all’Autorità portuale affinché sia ripristinata l’applicazione puntuale delle prescrizioni operative e se necessario per rivedere le modalità di dragaggio» puntualizza la direttrice dell’Arpal, Fabrizia Colonna. Di qui le mosse successive, con le reiterate sollecitazioni della Capitaneria di porto per definire in modo chiaro e risolutivo i termini della questione, il ‘richiamo’ all’impresa e la sospensione cautelare del dragaggio adottata dagli uffici tecnici dell’Autorità portuale per dare corso alla ricucitura del ‘vestito’ deputato a contenere in sito la dispersione delle polveri o valutare soluzioni diverse e migliorative. Tutto ciò mentre, oltre a quella dell’Asl, è in corso di svolgimento una perizia da parte dei mitilicoltori sulle ragioni della morìa dei molluschi che portò all’adozione cautelare del divieto di vendita di quelli coltivati nei vivai interessati dal fenomeno. Ciò nella prospettiva della messa a punto di una richiesta di risarcimento danni là dove fosse provato il nesso col dragaggio.

Corrado Ricci
Fonte: www.lanazione.it/la-spezia